Biografia – Giovanna Nicola

Fino al 1969 ha vissuto a Coira, dove ha frequentato la scuola d’arte, che le ha permesso di apprendere e di esprimersi creativamente nelle arti decorative, nella grafica e nell’arredamento d’interni.

Fra le altre cose,  ha operato come consulente di arredamento per spazi pubblici e privati, alternando questa attività al commercio d’antiquariato in proprio e alla creazione di maschere e manichini.

Una svolta importante nel suo percorso artistico si è avuta nel 2004, quando ha potuto presentare i suoi lavori alla rassegna internazionale “Open-Art di Roveredo” dove, utilizzando vari materiali di recupero e con l’impiego di vecchi manichini, valige e borse, ha esposto le sue creazioni ispirate agli angeli viaggiatori e messaggeri.

Con queste opere è maturata in lei la passione per la così detta “Art Singulier”, che, come riportato nel suo sito, è la forma di arte spontanea e vera che più si avvicina al suo modo di essere e di sentire.

Sempre con questa forma di espressione, ha poi partecipato regolarmente con sue installazione, rappresentanti ogni anno tematiche diverse, a questa rassegna internazionale di Roveredo.

Nel 2005 ha presentato il tema del grande carro dell’Orsa Maggiore con le sue sette stelle.

Nel 2006, ha affrontato il tema delle fate nel bosco, con delle “sculture” strutturate in legno e stoffa, accompagnate dai ritratti su tela. Lo stesso anno viene menzionata su “La bible de l’àrt singulier inclassable et insolite” pubblicata in Francia, http://www.lelivredart.com/bible.php.

Nel 2007, si è cimentata con il tema degli uccelli migratori, con strutture più solide in ferro, abbinate a vecchi attrezzi agricoli, quali vecchie seghe, falci, badili e altri materiali di recupero.

Nel 2008 con il titolo “Viva la Muerte” ha presentato un cimitero messicano.

Nel 2009 un aspetto fantasioso del mondo gitano con una chiesetta, animata dalla scuola di flamenco “rosa de Fuego”, la notte del vernissage, con la rappresentazione di un matrimonio gitano e balli flamenco.

Nel 2010 la fonte d’ispirazione è stata la profezia Maya con la presunta fine del mondo prevista per il

21 dicembre 2012.

Nel 2012 ha rappresentato il “sacro femminile” con una scultura della “pachamama”.

Nel 2015 ha presentato un omaggio Frida Kahlo.